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La Pinacoteca di Brera di Milano

Storia della Pinacoteca di Brera e i suoi capolavori.

Orari

Via Brera, 28 - Milano

Orario di apertura:
da martedì a domenica 8:30-19:15
la biglietteria chiude 45 minuti prima

Come arrivare

MM2 (linea verde) fermata Lanza
MM3 (linea gialla) fermata Montenapoleone
Tram: 1-4-8-12-14-27
Bus: 61-97

Costo ingresso

Costo biglietto ingresso:
€ 5,00 Intero
€ 2,50 Ridotto
Audioguide:
individuali € 3,50
con cuffia doppia € 5,00
Prenotazione obbligatoria:
per i gruppi di oltre 10 persone: € 1,50 a persona
per le scuole (gratuita)
Visite guidate per gruppi:
in lingua straniera € 100
in lingua italiana € 83
per le scuole € 62

Link utili

Il Palazzo è sorto su di un antico convento trecentesco dell'ordine degli Umiliati, e successivamente passato ai Gesuiti che vi stabilirono una scuola.
Il palazzo attuale della Pinacoteca di Brera risale all'inizio del Seicento, ed è opera di Francesco Maria Ricchini, con completamenti di Giuseppe Piermarini nel secolo seguente.
Nell'Ottocento il cortile è stato arricchito della statua in bronzo di Napoleone I in veste di Marte pacificatore.
Successivamente le logge, cortili, atri e corridoi furono destinati ai monumenti che celebrassero pubblicamente artisti, benefattori, uomini di cultura e di scienza, legati all'istituzione braidense. Oggi rimangono gli esempi migliori, come i due monumenti a Cesare Beccaria di Pompeo Marchesi e a Giuseppe Parini di Gaetano Monti.
Nel Palazzo tipicamente del tardo Barocco lombardo, hanno sede, oltre alla Pinacoteca di Brera, diverse istituzioni culturali, quali la Biblioteca, l'Osservatorio astronomico, l'Orto Botanico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l'Accademia di Belle Arti.

Le collezioni della Pinacoteca di Brera nascono dalla concentrazione dei dipinti requisiti a seguito dell'emanazione delle leggi di soppressione di chiese e conventi nell'età napoleonica (1798) e si arricchirono quando si affiancò all'Accademia di Belle Arti. Vennero così esposte una serie di ritratti e autoritratti di pittori in quattro sale al primo piano, ed alcune opere che diventeranno il simbolo del museo:
lo "Sposalizio della Vergine" (1504) di Raffaello;
la "Madonna col Bambino" (1510) di Gentile Bellini;
la "Crocefissione" di Bramantino.
Con l'incoronazione di Napoleone (1805), rifluirono nella Pinacoteca i più importanti dipinti requisiti dai dipartimenti del Regno. Giunsero a Brera numerose opere dal Veneto, alcune tele dei Carracci, di Guido Reni, di Francesco Albani e di Guercino,
Per rimediare alle vistose assenze d'ambito leonardesco e raffaellesco, furono prelevati ventitré dipinti e disegni dalla quadreria arcivescovile di Milano.

Nel 1813, grazie ad un accordo col Museo del Louvre, arrivarono a Brera cinque dipinti di Rubens, Joardens, Van Dyck e Rembrandt per rappresentare la scuola fiamminga del XVII secolo.
Negli stessi anni giunsero da varie chiese gli affreschi di Bernardino Luini, Gaudenzio Ferrari, Vincenzo Foppa, Borgognone e Bramantino, dando origine così ad una delle maggiori raccolte di tal genere.
Dal 1815, con la Restaurazione, la crescita delle collezioni della Pinacoteca continuò a ritmo ridotto ma costante, fra questi il famoso Cristo morto di Mantegna, acquistato presso gli eredi di Giuseppe Bossi nel 1824 e la "Madonna del Roseto" di Luini, giunto a Brera nel 1826.

Nel 1882 la Pinacoteca fu resa autonoma e separata dall'Accademia di Belle Arti, cui furono affidati gran parte dei dipinti ottocenteschi. Il museo fu interamente riordinato e ampliato, grazie anche ad acquisti di opere fondamentali.

Dal 1898 al 1903 la fisionomia della Pinacoteca si adeguò ai nuovi criteri espositivi: le opere furono infatti ordinate per scuole e in ordine cronologico e le acquisizioni proseguirono fino alla seconda guerra mondiale, quando giunsero in Pinacoteca importanti opere di Correggio, Pietro Longhi, Piazzetta, Tiepolo, Canaletto e Fattori, nonché la "Cena in Emmaus" di Caravaggio e "il Pergolato" di Silvestro Lega, acquistati grazie all'Associazione Amici di Brera e dei Musei milanesi.

Il museo rinnovato e inaugurato a metà del 1950 assume un carattere moderno, frutto anche di calcolate ambientazioni e di aggiornamento tecnologico. Con l'ampliamento del museo nel settecentesco palazzo Citterio, la Pinacoteca acquistò nuovi spazi estendendosi nel cosiddetto appartamento dell'astronomo con opere dei maggiori artisti italiani del primo Novecento, fra cui Boccioni, Braque, Carrà, De Pisis, Marino Marini, Modigliani e Morandi Negli anni ottanta viene studiato un nuovo assetto museografico per Brera, caratterizzato da materiali inediti e innovativi.

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