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Vorrei non morire tedesco. Sono un po' spaventato dal clima che sta accompagnando l'idea di Silvio Berlusconi di fare un patto con Pierluigi Bersani sulla legge elettorale. In sè nulla di male e soprattutto nulla di nuovo. Quando arrivò Mario Monti a palazzo Chigi si capì subito che la situazione avrebbe aiutato Pd e Pdl a costruirsi una legge elettorale che facesse fuori gli alleati scomodi. E che soprattutto togliesse al Terzo Polo il potere di veto e di ricatto che il Porcellum assegna, grazie alla confusione del voto per il Senato. Fin qui nulla di nuovo, anzi. Saremmo ritornati al 2008, quando senza grande enfasi fu chiaro a tutti il patto fra Berlusconi e Walter Veltroni. Il primo si liberò dell'Udc, il secondo della sinistra radicale tagliuzzando le ali senza cambiare la legge elettorale. Il patto fu chiaro e l'interesse comune era quello di fare fuori Romano Prodi, cosa che riuscì benissimo. Ora l'interesse è quello di tenere in sella Monti e la sua squadra e di anestetizzare Gianfranco Fini, Francesco Rutelli, Pierferdinando Casini, Umberto Bossi, Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Sarà meno facile, perchè poi con partiti che oscillano fra il 20 e il 30 per cento è difficile vincere e governare senza alleati. Nessuna legge in democrazia lo permetterebbe. |
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Il Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Popolare e Iccrea holding che controlla oltre 400 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali sono state declassate. L'agenzia Fitch ha infatti operato il downgrade di alcune tra le maggiori banche italiane, quale conseguenza automatica del declassamento del debito sovrano del Paese deciso il 27 gennaio scorso. Si tratta in particolare di Monte dei Paschi di Siena e Banco Popolare, le cui emissioni a lungo termine passano a BBB da BBB+; di Iccrea Holding e Ubi Banca, che passano a BBB+ da A-; di Intesa Sanpaolo, ad A- da A. Fitch ha invece confermato il rating A- per Unicredit, Banca Popolare di Sondrio e Banco di Desio e della Brianza. E' stato al contempo rimosso il rating watch con implicazioni negative che fu apposto alle banche il 20 dicembre scorso. |
Il caso Lusi? "Fosse accaduto a noi ci avrebbero massacrati, si sarebbe scatenato l’inferno. Credo nella buona fede di Rutelli, ma a parti invertite credo ci avrebbero già condannato per indegnità morale", commenta Sandro Bondi, senatore del Pdl ed ex ministro della Cultura alla Zanzara su Radio 24, la vicenda dell'ex tesoriere della Margherita che ha sottratto 13 milioni di euro dalle casse del partito. “La sinistra - puntualizza Bondi - è inflessibile con gli altri ma cerca sempre di allontanare ogni sospetto. Vogliono sempre dimostrare la loro presunta superiorità morale". Con i "rottamatori" - Intanto c'è chi tira in ballo nell'affaire Lusi anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. "Chi chiede di interrompere il finanziamento pubblico ai partiti, dovrebbe dire con più chiarezza e trasparenza da dove arrivano i fondi che spende", tuona il consigliere regionale del Pdl Giovanni Donzelli. "Se il rottamatore vuole avere un minimo di credibilità ci dica chi sono i suoi sponsor economici, e se è mai stato 'Lusi-ngato'". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pdl Giovanni Donzelli. L'esponente Pdl interviene in merito a una domanda di attualità presentata da Giovanni Galli, capogruppo della Lista Galli cittadini per Firenze, a cui oggi ha risposto il portavoce del sindaco spiegando che "il senatore Luigi Lusi non ha dato alcun sostegno economico all'evento del 'Big Bang'", la convention dei 'rottamatori', "che si è svolto alla Leopolda nell'ottobre scorso, ma solo politico". Secondo Donzelli "Renzi, che da Lusi è stato sostenuto politicamente e ufficialmente per il Big Bang, e che con Lusi condivide il passato ai vertici scout dell'Agesci e l'appartenenza alla Margherita, continua a non rispondere nè personalmente nè chiaramente su eventuali finanziamenti per la sua attività politica da parte dell'ex tesoriere del suo partito di origine". Donzelli aggiunge che "ci è stato detto ben poco fino a ora, ci è stato detto che Lusi ha sostenuto solo politicamente il Big Bang, ma non sappiamo ancora se ha contribuito in passato a iniziative politiche di Renzi o, per esempio, alle sue campagne elettorali per le primarie nel 2009". |
Sono state depositate oggi le motivazioni del giudice Casoria, del Tribunale di Napoli, sul sistema detto "Calciopoli" che ha portato alla condanna, tra gli altri, dell’ex Dg, Luciano Moggi. Secondo quanto scrive il giudice, l’elemento "ben più pregnante e decisivo è rappresentato dall'uso delle schede straniere delle quali è risultata la disponibilità procurata da Moggi a designatori e arbitri". Secondo i magistrati gli "incontri con i designatori fuori delle sedi istituzionali, che emergono dalle intercettazioni telefoniche in prossimità delle partite, il continuo e prolungato chiacchierare... che effettivamente può configurare la trasmissione del messaggio potenzialmente idoneo a spingere i designatori, e talora anche gli arbitri, a muoversi in determinale direzioni piuttosto che in altre", sono tra gli elementi di prova alla base della condanna dell’ex dg della Juventus. Sul reato di associazione per delinquere, il giudici indica "quelli che si ritengono gli elementi di prova della responsabilità di Moggi, utili a conferirgli la qualifica di capo dell’associazione". Rapporto amichevole - Nelle 558 pagine di motivazione è indicato il "rapporto diffusamente amichevole degli arbitri con Moggi, che non perde valore indiziante solo perché dagli atti emerge il rapporto di altri arbitri non imputati e addirittura di taluno degli arbitri imputati, come De Santis, altrettanto amichevole con dirigenti sportivi curanti interessi diversi da quelli di Moggi, ad esempio Meani, ben potendo configurarsi l’esistenza dell’associazione". Nelle motivazioni della sentenza Calciopoli, il giudice del Tribunale Teresa Casoria, ha scritto che Moggi aveva "un rapporto disinibito con i rappresentanti della Federazione italiana gioco calcio, soprattutto con Franco Carraro, da cui emerge - sostiene il giudice - anche l’alto livello di invadenza nelle soluzioni tecniche in riferimento ai convocati della Nazionale di Marcello Lippi". |
Luigi Lusi, accusato di aver sotratto 13 milioni di euro dalle casse della Margherita, è stato cancellato dall'albo elettori e dall'anagrafe degli iscritti del Pd. E' quanto hanno stabilito i garanti del partito. Si tratta della massima sanzione prevista. "La decisione non è appellabile perché non c'è un organo superiore alla Commissione dei garanti", ha spiegato il presidente della Commissione dei garanti del Pd, Luigi Berlinguer. Durante la riunione della commissione, ha continuato Berlinguer "sono emerse gravi responsabilità da parte del senatore Luigi Lusi, non contestate" dal senatore stesso. "Tutto questo ha posto con evidenza l'incompatibilità della permanenza del senatore Lusi nel Partito democratico. Si è deciso quindi di procedere con la sanzione più grave prevista dall’ordinamento" ovvero "la cancellazione, questo è il termine tecnico corretto, dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti". Una decisione "unanime", ha concluso Berlinguer. Artifici contabili - "Abbiamo scoperto una serie di artifici contabili. Dei fagioli fatti passare per patate. Per questo, siamo andati dai pm e abbiamo detto ciò che siamo riusciti ad evidenziare". Lo hanno spiegato, lasciando il palazzo di giustizia, Gaetano Troina, Giovanni Castellani e Mauro Cicchelli che, nel giugno 2011, firmarono la "Relazione del collegio dei revisori dei conti sul rendiconto chiuso al 31.12.2010 Democrazia è Libertà - La Margherita". I tre si sono presentati al procuratore aggiunto Alberto Caperna e al pm Stefano Pesci, titolari dell’indagine sull'ex tesoriere del partito Luigi Lusi, accusato di appropriazione indebita aggravata per un ammanco di 13 milioni di euro, per chiarire che "dietro a certe cifre c'era un’altra verità. Per noi le cose che non vanno sono cominciate dal 2007". Quando è esploso il caso Lusi "siamo saltati sulla sedia, perchè abbiamo capito di esser stati tratti in inganno. Anche se va tenuto presente che non abbiamo le funzioni ispettive di un collegio dei sindaci di una società. Come revisori, controllavano la destinazione dei contributi per i rimborsi elettorali, non vedevamo le spese conclusive". Ai pm i tre hanno così spiegato perchè non si sono accorti prima di quello che non andava: "Dovevamo seguire il corretto accreditamento dei contributi elettorali. La società TTT (quella di Lusi, ndr) non era mica evidenziata. Non potevamo capire prima se ad una indicazione corrispondeva una cifra che è poi tutt'altra. Lo ripetiamo, lì sopra c'erano scritti fagioli ed invece erano patate".
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Anders Behring Breivik chiede di essere scarcerato. Non solo, pretende una medagli aper aver salvato la Norvegia. L'uomo che il 22 luglio scorso compì la doppia strage a Oslo e Utoya, uccidento 77 persone, è intervenuto questa mattina durante l'ultima udienza preliminare del processo a suo carico. L'accusa aveva chiesto che Breivik trascorresse in carcere le dodici settimane di attesa per il processo, che si svolgerà il 16 aprile. Il fanatico xenofobo, che durante le precedenti udienze aveva ammesso tutte le accuse che gli sono state rivolte, ha chiesto invece che gli venga conferita una medaglia al valore per le azioni commesse, a suo giudizio, a favore del popolo norvegese. "Merito la liberazione immediata - ha detto rivolgendosi alla Corte -, il mio è stato un attacco preventivo contro dei traditori della Patria". Il 32enne estremista di destra, che scatenò il terrore durante una convention dei giovani laburisti, è stato categorico: "Non accetto la prigione, esigo di essere liberato immediatamente". |
Vittorio Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi, piccolo comune del trapanese, per il quale gli ispettori del Viminale hanno proposto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. A confermarlo è lo stesso Sgarbi che non nasconde la sua rabbia: "Mi sono appena dimesso - spiega mentre è in viaggio per Roma - e la mia decisione è irrevocabile. Non mi sono mai accorto in tutti questi anni di infiltrazioni mafiose nel Comune di Salemi e non sono verificate in alcun atto. Non sono mai stato condizionato nella mia attività. Ho sbagliato a candidarmi a sindaco e adesso me ne vado sollevato". |
Il Tribunale d'arbitrato sportivo (Tas) ha squalificato per 2 anni Alberto Contador. Il corridore spagnolo è stato sanzionato per la positività al clenbuterolo nel Tour de France del 2010. La squalifica, al termine di un procedimento di quasi 18 mesi, decorre dalla Grande Boucle di 2 anni fa, vinta proprio dall'iberico. Contador potrà tornare a correre il 5 agosto di quest'anno ma dovrà saltare il prossimo Tour de France e le Olimpiadi di Londra. L'atleta spagnolo, inoltre, viene privato del successo conquistato nel Tour 2010 e in quello ottenuto al Giro d'Italia 2011: di riflesso, la maglia gialla del Tour de France 2010 passa al lussemburghese Andy Schleck mentre il vincitore del Giro 2011 diventa l'italiano Michele Scarponi. La difesa dello spagnolo - Contador ha sempre spiegato la positività facendo riferimento all'assunzione di carne contaminata. La versione ha convinto la federciclismo spagnola, che ha assolto il corridore ma l'Unione ciclistica internazionale (Uci) e l'Agenzia mondiale antidoping (Wada) hanno portato la vicenda al Tas (Wada). L'Uci, in una nota, accoglie con soddisfazione l'epilogo di una vicenda "lunga e dolorosa per il ciclismo". Il presidente Pat McQuaid evidenzia comunque che "questo è un giorno triste per il nostro sport. Qualcuno potrebbe pensare ad una vittoria, ma non è affatto così. Non ci sono vincitori quando si tratta di doping: ogni caso, a prescindere dalle caratteristiche, è sempre un caso di troppo". Per il Tas la difesa di Contador non regge, così come l'accusa di Uci e Wada. La tesi della contaminazione da cibo e quella legata ad un'autoemotrasfusione, come sostenuto da Uci e Wada, sarebbero entrambe "possibili spiegazioni in linea teorica" ma "ugualmente improbabili". La presenza di clenbuterolo nelle urine è "più probabilmente" da attribuire all'assunzione di un integratore alimentare contaminato. |
Dopo le Barbie anche i Simpson finiscono nel mirino delle autorità iraniane. Teheran ha infatti vietato l'importazione del cartoon americano perchè promuoverebbe la culutura occidentale a discapito dei valori della Repubblica Islamica. Mohammad Hossein Farjoo, segretario dell'Istituto per lo sviluppo intellettuale di bambini e ragazzi, ha motivato la decisione dicendo di non voler favorire la diffusione di "questo cartone animato". Un trattamento diverso è stato riservato a Spiderman e Superman. Secondo l'agenzia governativa, i due supereroi aiutano gli "oppressi e rappresentano modelli positivi". Barbie bandite - Lo stesso istituto governativo aveva vietato nel 1996 l’importazione della Barbie, definita "un cavallo di Troia" dell’influenza culturale dell’Occidente nel Paese. Il mese scorso, un nuovo giro di vite contro la bambola-icona aveva portato alla chiusura di numerosi negozi in cui era venduta. Malgrado i divieti, molti giovani iraniani decidono di non rinunciare a libri, film, musica e abiti alla moda occidentali, acquistandoli al mercato nero. L’Iran lo scorso anno ha importato giocattoli per 57 milioni di dollari, di cui quasi la metà sarebbero stati contrabbandati. Circa un quarto della popolazione iraniana ha meno di 15 anni. |
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31/12/11 - 29/12/12 via Lodovico Il Moro 135, Milano.
31 dicembre dalle 21.00 in poi il New Free Life Cl ...
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15/08/11 - 16/08/12 Milano via Lodovico Il Moro 135
Evento Festa Di Ferragosto al New Free Life Club s ...
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09/09/11 - 26/05/12 LISSONE
VENERDI' 9 SETTEMBRE 2011 Grande riapertura per la ...
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10/02/12 - 15/04/12 Milano
Ri-Generazioni
10 febbraio > 15 aprile 2012
Zona ...
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17/02/12 - 14/04/12 Galleria Dep Art Milano
Emilio Scanavino Opere 1971 - 1986
A cura di ...